09/08/2009
BIOGRAFIA DI J.R.R.TOLKIEN
LA COMPLETA BIOGRAFIA DI
“J.R.R. TOLKIEN”
Eccoci alla seconda parte della biografia, in cui vedremo il nostro scrittore preferito alle prese con il periodo che più influirà sulla sua produzione letteraria successiva.
Buona lettura!
GLI AMICI, L’AMORE E LA GUERRA
Per via della precoce dipartita della madre i due fratelli vengono affidati in un primo momento ad una zia e in un secondo momento ad un prete, Xavier Morgan, che ne diviene il tutore.
L'influenza di Xavier indirizzò Tolkien verso una religiosità molto intensa...
19:00
Scritto da : Redazione
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05/08/2009
CANZONI DELLA TERRA DI MEZZO
LE CANZONI CONTENUTE NEL LIBRO
“IL SIGNORE DEGLI ANELLI”
IN LINGUA ORIGINALE
La canzone riportata questa settimana è contenuta nel capitolo “Fuga al Guado”.
Si tratta di alcuni versi inventati da Sam, modellati su di una vecchia melodia.
L’ispirazione deriva dalle vecchie vestigia di una delle avventure di Bilbo, ovvero i tre vagabondi pietrificati mentre discutevano sul modo migliore per arrostire tredici nani ed un hobbit.
La canzone è evidentemente ironica e si differenzia nettamente dalle canzoni che la precedevano, tristi canti degli elfi.
In essa traspare la natura giocosa e fanciullesca degli hobbit.
![hobbit[1].jpg](http://ilsignoredeglianelli.myblog.it/media/00/01/754870752.jpg)
Troll sat alone on his seat of stone,
And munched and mumbled a bare old bone;
For many a year he had gnawed it near,
For meat was hard to come by.
Done by! Gum by!
In a cave in the hills he dwelt alone,
And meat was hard to come by.
Up came Tom with his big boots on.
Said he to Troll: 'Pray, what is yon?
For it looks like the shin o' my nuncle Tim.
As should be a-lyin' in the graveyard.
Caveyard! Paveyard!
This many a year has Tim been gone,
And I thought he were lyin' in the graveyard.'
'My lad,' said Troll, 'this bone I stole.
But what be bones that lie in a hole?
Thy nuncle was dead as a lump o' lead,
Afore I found his shinbone.
Tinbone! Skinbone!
He can spare a share for a poor old troll,
For he don't need his shinbone.'
Said Tom: 'I don't see why the likes o' thee
Without axin' leave should go makin' free
With the shank or the shin o' my father's kin;
So hand the old bone over!
Rover! Trover!
Though dead he be, it belongs to he;
So hand the old bone over!'
'For a couple o' pins,' says Troll, and grins,
'I'll eat thee too, and gnaw thy shins.
A bit o' fresh meat will go down sweet!
I'll try my teeth on thee now.
Hee now! See now!
I'm tired o' gnawing old bones and skins;
I've a mind to dine on thee now.'
But just as he thought his dinner was caught,
He found his hands had hold of naught.
Before he could mind, Tom slipped behind
And gave him the boot to larn him.
Warn him! Darn him!
A bump o' the boot on the seat, Tom thought,
Would be the way to larn him.
But harder than stone is the flesh and bone
Of a troll that sits in the hills alone.
As well set your boot to the mountain's root,
For the seat of a troll don't feel it.
Peel it! Heal it!
Old Troll laughed, when he heard Tom groan,
And he knew his toes could feel it.
Tom's leg is game, since home he came,
And his bootless foot is lasting lame;
But Troll don't care, and he's still there
With the bone he boned from its owner.
Doner! Boner!
Troll's old seat is still the same,
And the bone he boned from its owner!
Seduto solo sul suo sedile in pietra il Vagabondo
Sgranocchiava e rosicchiava un vecchio osso liso e rotondo,
Da molti anni lo rosicava
Poiché carne non se ne trovava.
Bruca, rosica, morde!
In una grotta solitario abitava,
E di carne non se ne trovava.
Dice al Vagabondo: "Toh! Che fai lì!
Di mio padre Tim quello stinco pare tanto,
Che dovrebbe invece stare al composanto.
Caverna, grotta e cimitero!
Da anni se n'è andato il nostro Tim compianto,
Ed io credevo proprio che fosse al camposanto".
"Amico", disse il Vagabondo, "quest'osso il l 'ho rubato.
Ma ossa in un buco non han significato.
Tuo padre era ormai scheletro e stecchito
Quando del suo stinco mi sono impadronito!
Morto, defunto e seppellito!
Lui può dare lo stinco a un Vagabondo
Perchè non ha bisogno del suo osso rotondo".
Tom disse: "Non vedo perché
Può far quel che gli pare un tipo come te,
Con lo stinco o la gamba del mio papà,
Perciò quell 'osso dammi qua.
Pirata, ladro e farabutto!
Anche s'è morto gli appartiene ancora tutto,
Perciò dai qua quell 'osso, o mi faccio brutto!".
"Ho una buona idea", disse il viandante sghignazzando,
"Ora mangio anche te, ed il tuo stinco masticando
Infine un pò di carne fresca potrò assaporare!
Anzi è meglio seduta stante incominciare!
Vedrai, morirai, pagherai!
Son stufo di ossa vecchie di dover sgranocchiare,
Ho voglia la mia fame con te saziare".
Ma credeva ormai di avere il pranzo pronto,
Che con un pugno di mosche rimase come un tonto,
In quattr' e quattr'otto Tom gli fu dietro,
E gli diede un possente calcio nel retro.
Così impari, soffri e sconti!
Tom pensò che un calcio nel posteriore
Sarebbe stata la cosa migliore.
Ma dura come pietra è la carne di un Vagabondo,
Seduto su di un colle da anni ed anni, solo al mondo,
Dargli un calcio è come darlo ad un monte imponente,
Perchè egli non lo sente minimamente.
Scalcia, scalpita, sbuffa!
Rise il Viandante sentendo di Tom il lamento,
Sapendo che per i suoi piedi il calcio era stato un tormento.
La gamba di Tom è mezza paralizzata,
Ed il suo piede ancor tutto azzoppato,
Ma il Viandante non ci fa caso, e solitario
Continua a rodere l 'osso rubato al proprietario.
Pirata, ladro e farabutto!
Intanto ancor seduto sul suo sedile il Vagabondo,
Rosica e sgranocchia l 'osso suo rotondo.
20:24
Scritto da : Redazione
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